Economia della Valle, Confcommercio all’osservatorio: “Turismo sia priorità per la politica locale”

3 aprile 2025 | 21:40
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Economia della Valle, Confcommercio all’osservatorio: “Turismo sia priorità per la politica locale”

Davini e Satti alla presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana chiedono azioni concrete e trasparenti per il settore

“Basta chiacchiere, lavoriamo uniti nella solita direzione che deve vedere turismo e in generale il mondo produttivo al primo posto nelle agende dei nostri amministratori”. In occasione della convocazione dell’Osservatorio Turistico di Destinazione da parte dell’Unione Comuni della Garfagnana, il referente di Confcommercio per il turismo Tiziano Davini assieme al presidente del Consorzio Garfagnana Produce Lorenzo Satti hanno consegnato alla presidente Raffaella Mariani un documento per fare il punto sulla situazione attuale e chiedere alla politica di accelerare sui temi di natura economica.

“Un documento nato da una nostra riunione e condiviso con la base associativa – spiegano Davini e Satti – c’è bisogno di andare oltre le parole e intraprendere azioni concrete e trasparenti per rilanciare il settore. A Mariani abbiamo chiesto di far funzionare l’ambito turistico deciso dalla Regione, trasparenza sulla tassa di soggiorno sia sugli introiti che sugli investimenti e di avvalersi di professionisti per una strategia di promozione turistica efficace. Il nostro territorio sta attraversando una grave crisi economica e solo un rilancio del turismo può contrastare l’evidente spopolamento dell’area. Il turismo deve diventare una priorità per la politica locale e richiede azioni incisive anche a livello governativo. Il sistema economico in toto deve esserlo perché ad esso si lega la vivacità e la vivibilità dei nostri centri. La voce dei nostri politici deve farsi sentire nelle sedi opportune anche per agevolazioni fiscali. Se la Garfagnana viene classificata come “area interna” e quindi disagiata, dovrebbe poter beneficiare di misure di decontribuzione e sgravi fiscali, come avviene per il Sud Italia, ad esempio”.

Nel documento anche la problematica delle infrastrutture viarie con scelte del passato che hanno finito più per isolare che valorizzare. “Vogliamo un cambio di passo – chiudono Davini e Satti – anche noi abbiamo invitato i nostri associati a unirsi ancora di più, perché solo in questo modo possiamo far sentire la nostra voce in maniera forte e costante